Violenza e molestie sul lavoro: Individuazione dei rischi e misure di prevenzione

IL documento Inail “Violenza e molestie sul lavoro: dalla valutazione alle strategie di intervento” fornisce indicazioni operative a datori di lavoro, RSPP e professionisti della sicurezza per tradurre l’analisi dei rischi in azioni concrete. Il riferimento normativo comprende l’art. 15, comma 1, lettera z-bis, del D.Lgs. 81/2008, introdotto dal D.L. 159/2025 e convertito dalla legge 198/2025, oltre all’art. 28 del Testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro.

La valutazione deve considerare anche i rischi psicosociali e le condizioni organizzative che possono favorire episodi di violenza o molestia. Tra i fattori da esaminare rientrano carichi di lavoro eccessivi, ritmi intensi, lavoro in solitario, ruoli poco definiti, comunicazione inefficace e insufficiente supporto. Occorre inoltre analizzare le relazioni con clienti, utenti e altri soggetti esterni, senza trascurare le condotte che si verificano attraverso strumenti digitali e comunicazioni a distanza.

Genere, età, provenienza, disabilità e condizioni contrattuali possono contribuire a individuare eventuali differenze nell’esposizione al rischio. Queste caratteristiche, tuttavia, non rappresentano cause della violenza, ma elementi da considerare per predisporre interventi più efficaci e inclusivi.

Strategie di prevenzione per vittime, autori e testimoni

La scheda Inail distingue tre destinatari degli interventi: persone che subiscono le condotte, soggetti che le mettono in atto e testimoni degli episodi. Per le persone esposte, la prevenzione richiede un’organizzazione sostenibile del lavoro, procedure di segnalazione accessibili, formazione e disponibilità di supporto. Dopo un evento, possono essere necessari assistenza qualificata, protezione dalle ritorsioni e adattamenti temporanei delle condizioni lavorative.

Nei confronti degli autori delle condotte, le misure comprendono regole chiare, gestione dei conflitti, interventi per evitare il ripetersi degli episodi ed eventuali provvedimenti disciplinari proporzionati, nel rispetto delle disposizioni applicabili. Per i testimoni, invece, è fondamentale promuovere la capacità di riconoscere le situazioni critiche, segnalare gli episodi in sicurezza e intervenire senza esporsi a ulteriori rischi.

Gestione delle segnalazioni e monitoraggio delle misure

La prevenzione della violenza e delle molestie sul lavoro non può limitarsi alla gestione degli episodi già verificatisi. È necessario predisporre canali di segnalazione chiari, individuare responsabilità, definire tempi di risposta e verificare periodicamente l’efficacia degli interventi adottati. Procedure complesse, timore di ritorsioni e tolleranza verso comportamenti discriminatori o umilianti possono infatti ostacolare l’emersione del fenomeno.

Dopo una segnalazione, l’organizzazione deve valutare le circostanze dell’evento e individuare eventuali criticità nelle condizioni di lavoro, così da aggiornare le misure preventive e rafforzare il supporto alle persone coinvolte.

La scheda Inail 2026 sottolinea quindi l’importanza di un approccio integrato, capace di collegare valutazione dei rischi, programmazione degli interventi, gestione delle segnalazioni e monitoraggio dei risultati. Le indicazioni devono essere adattate alle caratteristiche dell’azienda e non costituiscono un nuovo modello obbligatorio di Documento di valutazione dei rischi (DVR). Una prevenzione efficace richiede il coinvolgimento delle figure aziendali della sicurezza e un impegno continuo per costruire ambienti di lavoro sicuri, rispettosi e liberi da violenza e molestie.

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