Da gennaio a luglio 2026 le denunce di infortunio in occasione di lavoro, al netto degli studenti, sono state 256.471, contro le 244.495 dello stesso periodo del 2025. L’incremento è quindi del 4,9%.
Considerando il numero degli occupati, l’incidenza passa dalle 1.016 denunce ogni 100mila occupati del luglio 2025 alle 1.052 del 2026. Rispetto al 2019, tuttavia, il dato risulta ancora inferiore del 10,5%.
A trainare l’aumento sono soprattutto Industria e servizi, con 230.718 denunce (+5%), e il Conto Stato, che registra una crescita del 10,2%. In Agricoltura si osserva invece una lieve flessione, pari allo 0,8%.
Tra i principali comparti, gli aumenti più rilevanti riguardano Sanità e assistenza sociale (+6,8%), Trasporto e magazzinaggio e Servizi di supporto alle imprese (+3,6%), Commercio (+3,5%) e attività di alloggio e ristorazione (+3%).
Sicilia e Sardegna tra le regioni con la crescita maggiore
L’incremento delle denunce interessa tutte le macroaree del Paese. La crescita più consistente si registra nelle Isole (+9,8%), seguite da Nord-Ovest (+5,8%), Centro (+5,2%), Sud (+4,9%) e Nord-Est (+2,9%).
A livello regionale spiccano Sicilia e Sardegna, entrambe a +9,8%, seguite dal Lazio (+9,7%), dal Molise (+9%) e dalla Campania (+8,1%). Le diminuzioni sono invece limitate a Liguria e alle province autonome di Trento e Bolzano.
L’aumento interessa sia gli uomini sia le donne: le denunce femminili crescono del 6,5%, quelle maschili del 4,2%. Più marcato anche l’incremento tra i lavoratori stranieri, pari all’8%, contro il +3,9% degli italiani.
Infortuni mortali: 422 denunce
Il dato sugli infortuni mortali in occasione di lavoro mostra invece una lieve diminuzione. Le denunce presentate entro luglio 2026 sono 422, dieci in meno rispetto alle 432 dello stesso periodo del 2025.
L’incidenza passa da 1,80 a 1,73 decessi ogni 100mila occupati, con una riduzione del 3,9% in un anno.
Il quadro varia però sensibilmente tra i settori. Le Costruzioni registrano un aumento delle denunce mortali, da 67 a 76 casi, così come i Servizi di supporto alle imprese, che passano da 16 a 28. Diminuiscono invece, tra gli altri, il comparto manifatturiero, da 59 a 50 casi, e il Commercio, da 42 a 32.
Il calo complessivo riguarda soprattutto gli uomini, con 396 denunce mortali contro le 409 del 2025. Per le lavoratrici si registra invece un aumento, da 23 a 26 casi.
Infortuni in itinere in aumento del 7,1%
Crescono anche gli incidenti avvenuti nel tragitto tra casa e luogo di lavoro. Nei primi sette mesi del 2026 le denunce di infortunio in itinere sono state 58.870, contro le 54.979 del 2025: un aumento del 7,1%.
La crescita riguarda tutte le macroaree italiane e raggiunge i livelli più elevati nelle Isole (+10,9%) e al Sud (+10,4%). Tra le regioni spiccano Molise (+25,9%), Calabria (+17,1%) e Abruzzo (+16,1%).
Gli infortuni in itinere mortali risultano invece in calo: 160 denunce, contro le 168 del 2025.
Infortuni degli studenti: 13 casi mortali
Sono 52.744 le denunce di infortunio relative agli studenti presentate all’INAIL entro luglio 2026, il 5,6% in più rispetto alle 49.970 del 2025.
I percorsi di formazione scuola-lavoro rappresentano una quota limitata: 597 denunce, dimezzate rispetto all’anno precedente. Il 97% degli infortuni denunciati riguarda infatti le attività scolastiche, mentre il 3% avviene in itinere.
Preoccupa invece il dato relativo agli eventi mortali: 13 casi denunciati nei primi sette mesi del 2026, contro i 7 del 2025. Anche questi numeri sono provvisori e potranno essere modificati in seguito alla definizione delle pratiche.
Malattie professionali: quasi 70mila denunce
È sul fronte delle malattie professionali che si registra l’aumento più significativo. Le denunce protocollate dall’INAIL nei primi sette mesi dell’anno sono state 69.796, 9.939 in più rispetto al 2025, con una crescita del 16,6%.
L’incremento interessa tutte le principali gestioni: +17,5% per Industria e servizi, +11,6% per Agricoltura e +27,3% per il Conto Stato.
Aumentano in misura pressoché analoga le denunce degli uomini (+16,6%) e quelle delle donne (+16,7%). Ancora più marcata la crescita tra i lavoratori stranieri, con un +19,7%, rispetto al +16,3% degli italiani.
Le patologie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo restano le più denunciate, seguite dalle malattie del sistema nervoso e dell’orecchio. Nelle posizioni successive si trovano tumori e patologie del sistema respiratorio.
Il quadro della sicurezza sul lavoro
I dati INAIL di luglio 2026 mostrano dunque una realtà a due velocità. Da una parte, aumentano le denunce di infortunio e soprattutto quelle di malattia professionale; dall’altra, gli infortuni mortali risultano complessivamente in diminuzione rispetto al 2025.
Il dato più significativo resta quello delle malattie professionali, con quasi 70mila denunce in sette mesi. Parallelamente, la crescita degli infortuni in itinere e l’aumento registrato in alcuni comparti ad alto rischio, come le costruzioni, confermano quanto la prevenzione e la sicurezza sul lavoro restino temi centrali.
I dati sono provvisori e suscettibili di variazioni, in particolare per gli infortuni mortali e per quelli connessi ai percorsi di formazione scuola-lavoro.