Il Decreto-legge 31 ottobre 2025, n. 159 introduce una svolta significativa nel sistema italiano di tutela della salute e sicurezza sul lavoro. Non solo aggiorna il Testo Unico del 2008 (D.Lgs. 81/2008), ma amplia la visione stessa di sicurezza, includendo in modo esplicito anche la dimensione psicologica e relazionale del lavoratore.
In anni in cui la qualità dell’ambiente lavorativo è al centro del dibattito pubblico, il decreto riconosce formalmente che violenza e molestie — comprese quelle di genere — costituiscono veri e propri rischi lavorativi da prevenire.
Molestie come rischio lavorativo: una novità storica
Il cambiamento più rilevante arriva con la modifica dell’art. 15 del D.Lgs. 81/2008: la nuova lettera z-bis introduce tra gli obblighi di tutela anche la prevenzione di condotte violente o moleste nei luoghi di lavoro.
Ciò significa che il datore di lavoro deve identificare, valutare e gestire questi rischi dentro il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), al pari di quelli fisici o infortunistici.
Prevenzione e promozione della salute
Il decreto rafforza gli interventi informativi e introduce programmi di screening e campagne di sensibilizzazione per diffondere una cultura della sicurezza più completa e moderna.
Formazione obbligatoria più rigorosa
L’art. 37 viene riformulato per rendere la formazione più capillare e tracciabile:
- anche le piccole imprese (meno di 15 dipendenti) dovranno prevedere aggiornamenti periodici proporzionati ai rischi;
- la formazione obbligatoria verrà registrata nel fascicolo elettronico del lavoratore, garantendo tracciabilità e controlli più efficaci;
- l’INAIL contribuirà con almeno 35 milioni l’anno al Fondo sociale, per finanziare progetti di cultura della sicurezza.
Rafforzamento dei controlli
INL, ASL e Comando Carabinieri per la tutela del lavoro riceveranno nuove risorse e personale.
Le aziende dovranno adeguare procedure, policy interne, canali di segnalazione e organizzare corsi specifici sulle molestie e sulla violenza.
Un cambiamento culturale prima ancora che normativo
Il decreto segna un passaggio da una sicurezza solo “reattiva” a una sicurezza preventiva, integrata e culturale.
Riconoscere la molestia come rischio lavorativo non significa solo aggiungere un nuovo obbligo burocratico, ma affermare che la dignità e la salute psicologica hanno lo stesso valore della sicurezza fisica.
È una visione di sicurezza che si intreccia con le politiche di parità, con la cittadinanza e con la qualità del lavoro.
Il Decreto Sicurezza 2025 rappresenta un atto politico, sociale e culturale:
- inserisce violenza e molestie tra i rischi lavorativi da prevenire;
- impone l’inclusione di tali rischi nel DVR;
- rende la formazione tracciabile tramite fascicolo elettronico;
- potenzia i controlli ispettivi;
- sostiene economicamente imprese e lavoratori.
Nel solco della Convenzione OIL n. 190, l’Italia compie un passo avanti verso ambienti di lavoro realmente sicuri, dove tutela, dignità e benessere diventano parte integrante della prevenzione e della gestione dei rischi.
Un cambio di paradigma che mette al centro la persona e riconosce il valore del lavoro come spazio di diritti, non di vulnerabilità.