La Confederazione Nazionale del Lavoro CNL esprime profondo cordoglio per la morte di Pietro Zantonini, venuto a mancare nella notte dell’8 gennaio a Cortina d’Ampezzo (Belluno), durante lo svolgimento dell’attività di vigilanza in un cantiere connesso ai Giochi di Milano-Cortina.
Ogni volta che un lavoratore perde la vita mentre svolge il proprio dovere, siamo di fronte a una sconfitta collettiva che chiama in causa il sistema del lavoro nel suo complesso. Questa vicenda riporta l’attenzione sulle condizioni di lavoro inaccettabili, soprattutto nei cantieri legati ai grandi eventi, dove troppo spesso altri fattori prevalgono sulla tutela delle persone.
Turni notturni prolungati, lavoro all’aperto in condizioni climatiche rigide, contratti a termine rinnovati all’ultimo, carichi di responsabilità senza adeguate garanzie: questo è il contesto che emerge e che non può essere considerato normale. La sicurezza sul lavoro è un diritto fondamentale che va garantito.
Come più volte ribadito dalla Confederazione CNL in collaborazione con OPN Italia Lavoro, la vigilanza, la prevenzione e la tutela della salute dei lavoratori non costituiscono meri adempimenti, ma riguardano la cultura della sicurezza con al centro la formazione, il rispetto dei limiti fisici, l’organizzazione dei turni e l’ascolto delle preoccupazioni dei lavoratori.
I cantieri dei grandi eventi dovrebbero rappresentare un modello virtuoso, un esempio di lavoro sicuro, dignitoso e rispettoso della persona. Ogni appalto, ogni subappalto, ogni contratto deve essere improntato a questo principio.
Quindi, è importante che venga rafforzata la vigilanza, che si faccia piena chiarezza sulle responsabilità e che si apra una riflessione seria e strutturata sulle condizioni di lavoro nei cantieri, e più in generale, in tutti i settori ad alto rischio.
La vita dei lavoratori non può essere il prezzo da pagare per l’organizzazione di grandi eventi poiché senza sicurezza, non c’è sviluppo né futuro.