Smart working, nuovi obblighi in materia di sicurezza

Sono cambiate le regole per lo smart working in Italia. I datori di lavoro sono ora tenuti a rispettare nuovi obblighi in materia di sicurezza sul lavoro agile, con sanzioni severe in caso di inadempienza. La novità segna un punto di svolta importante per aziende e lavoratori, rafforzando la tutela anche fuori dagli uffici tradizionali.

I datori di lavoro dovranno consegnare ai dipendenti in smart working e ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (RLS) un’informativa scritta sui rischi legati all’attività svolta da remoto. La mancata consegna può comportare conseguenze pesanti: arresto da due a quattro mesi oppure una multa fino a 7.403,96 euro.

Si tratta di un obbligo che in realtà esisteva già, ma che ora diventa pienamente sanzionabile. L’obiettivo è garantire che il lavoro agile si svolga in condizioni di sicurezza, al pari del lavoro in presenza.

Normativa smart working

L’obbligo di informativa era già previsto dall’articolo 22 della legge 81/2017. Tuttavia, con la nuova legge n. 34/2026 sulle PMI, approvata l’11 marzo, questo adempimento è stato rafforzato introducendo sanzioni concrete per chi non si adegua.

In sostanza, non cambia il principio normativo, ma cambia il peso delle conseguenze: oggi le aziende rischiano non solo una sanzione economica, ma anche implicazioni penali.

Sicurezza sul lavoro agile: diritti e doveri

Alla base della nuova disciplina c’è un concetto fondamentale: il lavoratore in smart working ha gli stessi diritti e tutele di chi opera in sede. Cambia il luogo di lavoro, ma non le responsabilità del datore.

Per questo motivo, la normativa aggiorna e rafforza quanto già previsto dal D.Lgs. 81/2008, adattandolo a un contesto lavorativo sempre più flessibile e digitale.

Informativa sui rischi

Il documento che il datore di lavoro deve fornire ai dipendenti in smart working è centrale per dimostrare il rispetto degli obblighi di sicurezza. Deve essere consegnato almeno una volta all’anno e includere:

  • i rischi generali legati al lavoro agile
  • i rischi specifici della prestazione da remoto
  • i possibili effetti dell’uso prolungato di dispositivi digitali

Tra i principali rischi da segnalare rientrano:

  • affaticamento visivo
  • problemi posturali
  • stress e affaticamento mentale
  • stanchezza fisica

Obblighi del datore di lavoro nello smart working

Non basta fornire l’informativa: il datore di lavoro deve anche:

  • effettuare una valutazione preventiva dei rischi
  • garantire strumenti tecnologici sicuri ed efficienti
  • verificare la conformità dei dispositivi personali utilizzati dai dipendenti
  • formare i lavoratori sui rischi specifici dello smart working
  • assicurare, ove previsto, la sorveglianza sanitaria

Inoltre, resta fondamentale il ruolo del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, che può verificare l’effettiva applicazione delle misure di prevenzione.

Con la diffusione del lavoro agile, il controllo diretto dell’ambiente lavorativo da parte dell’azienda si riduce. Proprio per questo, l’informazione preventiva diventa lo strumento chiave per garantire sicurezza e consapevolezza.

La nuova normativa rappresenta quindi un passo avanti verso un modello di lavoro più moderno, ma anche più responsabile. Le aziende sono chiamate ad adeguarsi rapidamente per evitare sanzioni e, soprattutto, per tutelare la salute dei propri dipendenti.

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