La crescita dell’Italia viene “frenata”

Il momento che stiamo vivendo non è dei più tranquilli è evidente a tutti, tra la pandemia da COVID-19, guerra in Ucraina e l’aumento dei prezzi le stime della crescita dell’Italia purtroppo sono in ribasso.

Dopo un’uscita della prima parte della pandemia piuttosto positiva, l’incremento dei prezzi ha iniziato a pesare molto sull’attività industriale del Bel Paese nella seconda metà del 2021, con il potere di acquisto delle famiglie che è stato intaccato dal rapito aumento del costo dell’energia e non solo.

In virtù di questo, la commissione europea ha rivisto le stime al ribasso per la crescita dell’Italia. Per la nostra nazione, infatti, la Commissione prevede una crescita del 2,4% nel 2022, contro il +4,3% previsto in autunno, e un +1,9% per il 2023, contro il 2,3% delle precedenti previsioni.  Previsto il calo il deficit, che dopo il 7,2% del 2021 dovrebbe scendere al 5,5% quest’anno e al 4,3% il prossimo, mentre il debito dovrebbe attestarsi al 147,9% nel 2022 e al 146,8% nel 2023, dal 150,8% dello scorso anno. In rialzo invece le stime sull’inflazione, sia in Italia che in Europa, al 5,9% e al 6,1%.



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