Operatori sanitari e rischi da stress lavorativo

Il settore sanitario risulta tra quelli più esposti al rischio di stress lavoro-correlato, soprattutto dopo la pandemia di Covid-19 a causa dell’insorgere di nuovi pericoli. Numerosi sono i fattori psico-sociali legati all’organizzazione del lavoro e alla sicurezza. A ciò si aggiunga l’emergenza che ha sicuramente amplificato questa situazione, in particolare per quel che riguarda le misure di protezione.

L’Accordo quadro europeo del 2004 definisce lo stress lavorativo come una condizione che può essere accompagnata da disturbi di varia natura, dovuti alla sensazione di non essere capaci di rispondere alle richieste.

Secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità, è necessario garantire la sicurezza occupazionale dei lavoratori come prima misura per tutelarli. Inoltre, datori di lavoro e dirigenti delle strutture sanitarie dovranno fornire adeguati dispositivi di protezione individuale, assicurandosi che vengano adottati dagli operatori e consultandoli per qualsiasi problematica inerente alla sicurezza.

Nonostante le misure preventive, il personale sanitario rimane esposto a un alto livello di stress psico-fisico, dovuto per esempio alla paura di essere contagiati mettendo a rischio non solo se stessi, ma anche i propri familiari. In più, l’alto tasso di mortalità, la sofferenza per la perdita dei pazienti e la prolungata separazione dalla famiglia possono causare rabbia, stati depressivi, frustrazione, senso di impotenza e tendenza all’autoisolamento.

Per la salvaguardia della salute e della sicurezza del personale è necessaria un’efficace gestione del rischio. A tal fine l’Inail ha avviato uno studio approfondito delle problematiche legate allo stress lavoro-correlato, così da fornire strumenti adeguati alla valutazione e alla gestione dei rischi. Le nuove misure proposte si inseriscono nel più ampio contesto della metodologia esistente.

Ogni lavoratore può essere soggetto a questi pericoli, a tal proposito il decreto legislativo 81/2008 stabilisce che sia il datore di lavoro a dover operare una valutazione in merito; inoltre, nel 2011, l’Inail ha pubblicato indicazioni che prevedono il coinvolgimento delle figure della prevenzione e dei lavoratori secondo quanto stabilito dalla normativa in materia.

Al fine di prevenire lo stress degli operatori le aziende e le strutture sanitarie dovranno predisporre una buona comunicazione con il personale, favorire il lavoro di squadra, garantire pause per ricaricarsi e instaurare un clima di benessere, oltre a fornire un supporto psicologico al personale in caso di necessità.

Gli operatori sanitari rappresentano una risorsa fondamentale, soprattutto durante una pandemia, per questo motivo è importante investire per migliorarne le condizioni lavorative, assicurando loro la possibilità di svolgere il proprio lavoro con serenità.



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